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Si può operare il crociato a un ragazzo che sta ancora crescendo?

Per anni la risposta è stata "aspettiamo che finisca di crescere". Oggi sappiamo che l'attesa ha un costo, e che la chirurgia può essere adattata all'età del ginocchio.

· 4 min di lettura

Si può operare il crociato a un ragazzo che sta ancora crescendo?

Sì, il legamento crociato anteriore si può ricostruire anche in un ragazzo che sta ancora crescendo. Esistono tecniche pensate apposta per non danneggiare le cartilagini di accrescimento, e la scelta dipende da quanta crescita resta, non dall'età anagrafica. Nella maggior parte dei ragazzi sportivi, rimandare l'intervento fino alla fine della crescita espone il ginocchio a danni successivi che poi non si possono più recuperare.

Perché un tempo si preferiva aspettare

Le ossa dei bambini e degli adolescenti crescono in lunghezza grazie alle cartilagini di accrescimento (o fisi), che si trovano vicino al ginocchio, sia nel femore sia nella tibia. La ricostruzione classica del crociato, quella dell'adulto, prevede tunnel ossei che attraversano proprio queste zone.

Il timore era comprensibile: danneggiare una cartilagine di accrescimento può causare un arresto parziale della crescita, con una gamba più corta o una deviazione dell'asse (ginocchio valgo o varo). Per questo, per molto tempo, si consigliava di tenere il ragazzo lontano dallo sport con un tutore fino alla maturità scheletrica.

Che cosa succede a un ginocchio senza crociato

Il problema dell'attesa è che un ragazzo di dodici o quattordici anni difficilmente rinuncia del tutto al movimento. E un ginocchio senza crociato, a ogni cambio di direzione o atterraggio, tende a "cedere": la tibia scivola in avanti rispetto al femore.

Ogni cedimento schiaccia e stira i menischi e la cartilagine. Gli studi che hanno confrontato ricostruzione precoce e ritardata nei pazienti giovani concordano su un punto: più si aspetta, più aumentano le lesioni meniscali e cartilaginee associate, in particolare a carico del menisco mediale. Un menisco lesionato in età pediatrica è una perdita che pesa sulla salute del ginocchio per tutta la vita.

Come si opera un ginocchio in crescita

Non esiste una sola tecnica: si sceglie in base a quanta crescita residua ha il ragazzo. Per stimarla si valutano lo stadio di sviluppo puberale, l'età ossea sulle radiografie e, nelle ragazze, l'età del primo ciclo.

  • Molta crescita residua (bambini e preadolescenti): si usano tecniche che risparmiano completamente le cartilagini di accrescimento, ad esempio con tunnel confinati all'epifisi (la parte di osso oltre la fisi) o con ricostruzioni che passano attorno all'osso senza attraversarlo.
  • Crescita residua intermedia: si possono usare tunnel che attraversano la fisi in modo controllato, piccoli, centrali e verticali, riempiti solo da tessuto tendineo e mai da frammenti d'osso o viti, così da ridurre al minimo il rischio di disturbi della crescita.
  • Crescita quasi terminata: si può eseguire una ricostruzione simile a quella dell'adulto.

In tutti i casi si usano tendini del paziente stesso, e l'intervento è eseguito in artroscopia.

Quali sono i rischi

Il rischio specifico dell'età pediatrica è il disturbo della crescita: una differenza di lunghezza tra le gambe o una deviazione angolare. Con le tecniche attuali è un'evenienza rara, ma non nulla. Per questo ogni ragazzo operato prima della fine della crescita va seguito con controlli clinici e, se serve, radiografici, fino alla maturità scheletrica. Se compare un problema e lo si riconosce presto, si corregge con interventi semplici.

Il secondo rischio, comune a tutti i giovani atleti, è la nuova rottura: del legamento ricostruito o del crociato dell'altro ginocchio. Nei più giovani questo rischio è più alto che negli adulti, e dipende molto da come e quando si torna allo sport. È il motivo per cui la riabilitazione conta quanto l'intervento.

Si può evitare l'intervento?

In alcuni casi sì. Le lesioni parziali, con ginocchio stabile alla visita, possono essere trattate senza chirurgia con un percorso riabilitativo dedicato e controlli ravvicinati. Lo stesso vale per i ragazzi che scelgono attività senza cambi di direzione e salti.

Per un ragazzo che vuole tornare a calcio, basket, pallavolo, sci o tennis, invece, il trattamento conservativo di una rottura completa comporta quasi sempre nuovi cedimenti. La decisione va presa insieme alla famiglia, con dati chiari su rischi e benefici di entrambe le strade.

Quando preoccuparsi

Dopo una distorsione sportiva, alcuni segnali fanno pensare a una lesione del crociato e meritano una visita ortopedica in tempi brevi:

  • uno schiocco avvertito al momento del trauma;
  • un ginocchio che si gonfia molto nelle prime ore;
  • la sensazione che il ginocchio "scappi" o non regga nei cambi di direzione.

La diagnosi si basa sulla visita e sulla risonanza magnetica. Nel bambino va sempre esclusa anche la frattura della spina tibiale, che dà sintomi simili e ha un trattamento diverso.

Domande frequenti

A che età si può operare il crociato? Non c'è un'età minima fissa. Conta la crescita residua: la tecnica si adatta a quella, dai bambini più piccoli agli adolescenti quasi maturi.

L'intervento può bloccare la crescita della gamba? È un rischio raro con le tecniche che rispettano le cartilagini di accrescimento. Va comunque monitorato con controlli fino alla fine della crescita.

Quanto tempo serve per tornare a giocare? In genere non meno di nove mesi, e il rientro va deciso con test funzionali, non solo in base al calendario.

Il tutore può sostituire l'intervento? Il tutore non fa guarire un crociato rotto completamente. Può proteggere il ginocchio per un periodo limitato, ma non elimina i cedimenti durante lo sport.

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