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Quanto tempo serve per tornare a giocare dopo la ricostruzione del crociato

La domanda più frequente dopo l'intervento è "quando torno in campo?". La risposta onesta ha due parti: un tempo minimo, e un esame da superare.

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Quanto tempo serve per tornare a giocare dopo la ricostruzione del crociato

Dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore, un giovane atleta torna di solito a giocare partite non prima di nove mesi dall'intervento, e spesso più tardi. Il tempo è necessario perché il nuovo legamento si integri nell'osso e diventi un tessuto robusto. Ma il calendario da solo non basta: il rientro va deciso quando il ginocchio supera test di forza, salto e controllo del movimento.

Perché ci vuole così tanto

Il legamento ricostruito, di solito ottenuto da un tendine del paziente, non è subito un legamento. Nei mesi successivi all'intervento attraversa una fase di rimodellamento: viene ricolonizzato da cellule e vasi e cambia struttura. In questa fase è più debole che al momento dell'impianto.

Nel frattempo, i muscoli della coscia perdono forza in modo rapido, soprattutto il quadricipite. Recuperarla richiede mesi di lavoro progressivo. Un ginocchio che "sta bene" e non fa male non è necessariamente un ginocchio pronto a reggere un contrasto o un atterraggio sbilanciato.

Il dato che sposta la decisione

Gli studi sui giovani atleti operati mostrano due cose. La prima è che il rischio di una seconda lesione del crociato, nello stesso ginocchio o in quello opposto, è più alto nei ragazzi che negli adulti: nei più giovani che tornano a sport con salti e cambi di direzione arriva a circa uno su cinque.

La seconda è che questo rischio si riduce in modo significativo per ogni mese di attesa in più, almeno fino ai nove mesi dall'intervento, e si riduce ancora se al momento del rientro il ginocchio ha recuperato forza e simmetria rispetto all'altro. In altre parole: tornare presto è il fattore di rischio più semplice da evitare.

Le fasi del recupero

I tempi sono indicativi e variano da ragazzo a ragazzo, e in base agli eventuali interventi associati, come una sutura del menisco.

Prime sei settimane. Obiettivi: controllare il gonfiore, recuperare l'estensione completa del ginocchio, riattivare il quadricipite, abbandonare le stampelle. Il recupero dell'estensione è la priorità assoluta: un ginocchio che non si raddrizza del tutto zoppica per mesi.

Da 6 settimane a 3 mesi. Rinforzo muscolare progressivo, cyclette, esercizi di equilibrio e controllo del movimento. Si cammina normalmente e si torna alle attività quotidiane senza limitazioni.

Da 3 a 6 mesi. Ripresa della corsa in linea retta, quando forza e controllo lo permettono. Si introducono gradualmente salti a due piedi e poi a un piede, con attenzione alla qualità dell'atterraggio.

Da 6 a 9 mesi. Cambi di direzione, scatti, esercizi specifici dello sport. Il ragazzo rientra negli allenamenti di squadra in modo graduale, prima senza contatto.

Oltre i 9 mesi. Allenamento completo e poi partita, se i test sono superati.

I test che decidono il rientro

Il via libera allo sport si basa su una batteria di valutazioni, non su una singola visita:

  • forza muscolare: quadricipite e muscoli posteriori della coscia devono raggiungere almeno il 90% circa della forza dell'arto sano;
  • test di salto: una serie di salti a una gamba confrontati con l'altro lato, misurando distanza e qualità;
  • qualità del movimento: come il ragazzo atterra, frena e cambia direzione, cercando in particolare il ginocchio che "cade" verso l'interno;
  • preparazione psicologica: la paura di rifarsi male è frequente e va riconosciuta. Un ragazzo che non si fida del proprio ginocchio si muove in modo diverso, e più rischioso.

Se uno di questi elementi manca, il rientro si rimanda, anche se il calendario dice che è il momento.

E dopo il rientro?

Il lavoro di prevenzione non finisce con la prima partita. I programmi di riscaldamento neuromuscolare, che allenano atterraggio, frenata ed equilibrio, riducono gli infortuni del ginocchio nei giovani sportivi e andrebbero mantenuti per tutta la carriera sportiva. Funzionano meglio se diventano parte dell'allenamento di squadra, non un compito da fare a casa.

Domande frequenti

Si può tornare prima dei nove mesi se il ginocchio sta bene? Il ginocchio può sentirsi bene molto prima di essere pronto. Nei ragazzi il rientro anticipato è associato a un rischio maggiore di nuova lesione, per questo è sconsigliato.

Quando può tornare a scuola e a fare educazione fisica? A scuola in genere dopo pochi giorni, con le stampelle. L'educazione fisica va adattata e ripresa per gradi, seguendo le fasi della riabilitazione.

La riabilitazione si può fare a casa? Una parte sì, ma servono un fisioterapista esperto in riabilitazione del ginocchio e controlli periodici. I test di rientro richiedono strumenti e valutazioni specifiche.

Serve un tutore per giocare dopo il rientro? Di norma no. A proteggere il ginocchio sono forza, controllo del movimento e prevenzione, più di un tutore.

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