Patologie

Esostosi (osteocondroma) nel bambino

Una protuberanza ossea comparsa vicino a un ginocchio o a una spalla. È la formazione ossea benigna più frequente in età pediatrica, e nella maggior parte dei casi non richiede alcun trattamento.

1. Che cos'è

L'esostosi, il cui nome corretto è osteocondroma, è un'escrescenza ossea rivestita da un cappuccio di cartilagine. Si forma vicino alle cartilagini di accrescimento, dove una piccola porzione di cartilagine di crescita si dirige lateralmente invece che in lunghezza e continua a produrre osso in quella direzione.

Non è un tumore nel senso in cui la parola viene comunemente intesa. È una formazione benigna, costituita da osso normale in continuità con l'osso da cui origina.

Le sedi più frequenti sono le zone di crescita più attive: la parte distale del femore e prossimale della tibia intorno al ginocchio, la parte alta dell'omero. Può presentarsi con un peduncolo sottile o con una base larga.

2. Come si manifesta

Nella maggior parte dei casi la scoperta è casuale: i genitori notano una protuberanza dura, fissa sull'osso, non dolente, spesso durante un bagno o cambiando i vestiti. In molti altri casi è un reperto occasionale su una radiografia eseguita per un trauma.

I sintomi, quando compaiono, non dipendono dall'esostosi in sé ma da ciò che comprime o irrita:

  • dolore meccanico per attrito con un tendine o un muscolo che vi scorre sopra;
  • una borsite che si forma sopra la protuberanza per lo sfregamento ripetuto;
  • disturbi neurologici, in particolare formicolii o deficit di forza quando l'esostosi si trova vicino al collo del perone, dove decorre il nervo peroneo;
  • fastidio da compressione contro calzature o attrezzature sportive;
  • raramente, una frattura del peduncolo dopo un trauma, che si manifesta con dolore acuto improvviso.

L'esostosi cresce insieme al bambino e smette di crescere al termine della crescita scheletrica. È un punto importante da tenere a mente, perché è la base di tutta la sorveglianza successiva.

3. La diagnosi

La radiografia è in genere sufficiente e sostanzialmente dirimente: l'osteocondroma mostra una continuità diretta tra la corticale e il midollo dell'osso portante e quelli della lesione, un aspetto che nessun'altra condizione riproduce.

La risonanza magnetica non serve nella grande maggioranza dei casi. Si esegue quando è necessario misurare lo spessore del cappuccio cartilagineo, quando la lesione è in sede profonda e mal valutabile, o in presenza di sintomi neurologici o vascolari.

4. Il trattamento

L'esostosi asintomatica non si opera. È il messaggio principale, e vale la pena essere chiari perché la parola "escrescenza ossea" spaventa: in assenza di sintomi l'indicazione è l'osservazione, con controlli programmati durante la crescita, e il bambino non ha alcuna limitazione all'attività sportiva.

L'asportazione è indicata quando l'esostosi provoca dolore persistente, quando comprime una struttura nervosa o vascolare, quando limita il movimento di un'articolazione, quando causa una deformità progressiva, o quando la sua posizione la espone a traumi ripetuti.

L'intervento consiste nella rimozione della lesione alla base, comprendendo il rivestimento cartilagineo e il pericondrio: è questo dettaglio a determinare il rischio di ricomparsa, che quando l'asportazione è completa risulta basso.

Un elemento di programmazione riguarda il momento. Quando l'esostosi è molto vicina a una cartilagine di accrescimento e il bambino è ancora piccolo, in assenza di sintomi importanti può essere ragionevole attendere: operare in prossimità di una fisi attiva comporta un rischio, seppur contenuto, di disturbo della crescita, e le lesioni asportate molto precocemente hanno una maggiore tendenza a ricomparire.

5. I segnali che richiedono attenzione

La trasformazione maligna di un'esostosi solitaria è rara, ma esiste, e riconoscerne i segni è la ragione per cui si mantiene un controllo nel tempo:

  • crescita della lesione dopo la fine della crescita scheletrica;
  • comparsa di dolore in una lesione fino ad allora silente, in particolare a riposo o di notte;
  • aumento rapido di volume;
  • ispessimento del cappuccio cartilagineo documentato all'imaging.

Il primo di questi è il più significativo: un osteocondroma che cresce in un adulto va sempre studiato. Nel bambino, invece, la crescita della lesione è il comportamento atteso e non è di per sé motivo di allarme.

6. Cosa aspettarsi

Nella grande maggioranza dei casi si tratta di una condizione benigna, stabile e priva di conseguenze, che richiede solo di essere conosciuta e osservata.

Quando l'intervento è indicato, i risultati sono buoni e il recupero rapido: la ripresa dell'attività avviene in genere entro poche settimane, in funzione della sede.

Vale la pena però una verifica in prima valutazione: la presenza di più esostosi in sedi diverse, o una familiarità per la stessa condizione, orienta verso una forma differente, ereditaria, che ha un percorso proprio. Leggi la scheda sull'esostosi multipla ereditaria.