Patologie · Ginocchio

Il dolore anteriore di ginocchio nell'adolescente

È il motivo di visita più frequente in assoluto tra i dodici e i vent'anni. Nella grande maggioranza dei casi non c'è nulla di rotto, e questo non lo rende meno reale.

1. Come si presenta

Il dolore è localizzato davanti al ginocchio, intorno o sotto la rotula, e viene descritto come sordo e diffuso: il ragazzo fatica a indicarne un punto preciso, e spesso appoggia la mano aperta sulla rotula invece di puntare un dito.

Ci sono situazioni che lo scatenano in modo caratteristico: scendere le scale più che salirle, accovacciarsi, correre in discesa, e restare seduti a lungo con il ginocchio piegato — al cinema, in auto, a lezione — con un dolore che compare stando fermi e si allevia distendendo la gamba.

Il ginocchio non si gonfia, non si blocca e non cede.

2. La differenza che conta

Questa distinzione decide tutto il percorso, ed è la ragione principale di questa pagina.

Il dolore femoro-rotuleo è un problema di sovraccarico: la rotula resta nel suo binario, ma il carico che vi si scarica sopra è eccessivo o mal distribuito. Non c'è instabilità, non c'è gonfiore, non c'è cedimento.

L'instabilità rotulea è un problema meccanico: la rotula esce, o tende a uscire, dalla sua sede. Il sintomo dominante è il cedimento improvviso, spesso con un episodio iniziale ben ricordato e con gonfiore rapido.

Sono due condizioni diverse, con esami diversi e trattamenti diversi. Vengono confuse con frequenza, e la confusione porta o a esami inutili o, all'opposto, a sottovalutare un'instabilità vera.

3. Perché compare

Non esiste una causa unica. Concorrono in misura variabile:

  • l'aumento rapido del carico: inizio di una nuova stagione, cambio di sport, incremento improvviso degli allenamenti;
  • lo scatto di crescita, che allunga le ossa più velocemente di quanto i muscoli si adattino, riducendo temporaneamente l'elasticità;
  • il controllo del bacino e dell'anca, il fattore più sottovalutato: quando i muscoli che stabilizzano il bacino sono deboli, il ginocchio cede verso l'interno a ogni appoggio e la rotula viene caricata di sbieco;
  • gli squilibri di flessibilità tra le catene anteriore e posteriore.

Va detto anche cosa conta meno di quanto si creda: la forma della rotula, un lieve disallineamento visibile in radiografia, o la presenza di piedi piatti sono elementi che da soli spiegano raramente il sintomo.

4. Gli esami servono?

Nella maggior parte dei casi no. Il quadro è clinico, e una radiografia o una risonanza in un ginocchio senza gonfiore, senza blocchi e senza cedimenti restituisce quasi sempre reperti che non modificano il trattamento — o, peggio, reperti irrilevanti che generano preoccupazione.

Gli esami diventano necessari in presenza di gonfiore, blocchi, cedimenti, dolore notturno o a riposo, dolore molto localizzato su un punto osseo, o mancata risposta a un percorso riabilitativo ben condotto.

Un'avvertenza che vale sempre in questa età: un dolore riferito al ginocchio può originare dall'anca. In un adolescente con dolore al ginocchio e zoppia va sempre esaminata anche l'anca.

5. Il trattamento

È riabilitativo, e funziona — a condizione che sia impostato correttamente e che il ragazzo lo segua.

Gli elementi che fanno la differenza sono il rinforzo dei muscoli stabilizzatori dell'anca e del bacino, il lavoro sul quadricipite, il recupero della flessibilità, e la gestione del carico di allenamento, che va ridotto temporaneamente ma non azzerato.

I tempi sono più lunghi di quanto le famiglie si aspettino: sei-dodici settimane per un miglioramento consistente, e il beneficio si perde se il programma viene interrotto appena il dolore si attenua.

La chirurgia non ha praticamente spazio in questa condizione. Gli interventi proposti in passato per il dolore femoro-rotuleo isolato si sono dimostrati inefficaci e sono stati progressivamente abbandonati.

6. Cosa aspettarsi

La prognosi è buona, ma il decorso può essere lungo e a fasi alterne, con periodi di benessere interrotti dalle riprese di carico. Non è un fallimento del trattamento: è il modo tipico in cui questa condizione si comporta.

Il messaggio che conta per una famiglia è che il ginocchio non si sta rovinando. Il dolore non indica un danno in corso, e continuare l'attività a un livello tollerato è parte del trattamento, non un rischio.